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5 mag 2022

Bancarotta Sapro, il colpo di spugna è vicino

Il procuratore generale presso la corte di cassazione ha chiesto la conferma della sentenza d’appello con l’assoluzione di tutti gli imputati

5 mag 2022
paolo morelli
Cronaca
La Guardia di finanza davanti a una delle aree di proprietà di Sapro
La Guardia di finanza davanti a una delle aree di proprietà di Sapro
La Guardia di finanza davanti a una delle aree di proprietà di Sapro
La Guardia di finanza davanti a una delle aree di proprietà di Sapro
La Guardia di finanza davanti a una delle aree di proprietà di Sapro
La Guardia di finanza davanti a una delle aree di proprietà di Sapro

di Paolo Morelli Si va verso il colpo di spugna definitivo sulla vicenda di Sapro, la società finanziaria pubblica nata nel 1995 su iniziativa degli enti locali (Camera di commercio, Provincia, comuni di Cesena e Forlì, più altri comuni con quote minori) con l’obbiettivo di calmierare i prezzi delle aree con destinazione produttiva: acquistava terreni agricoli, otteneva il cambio di destinazione d’uso, li urbanizzava e li metteva sul mercato. Per qualche anno funzionò, poi la vendita delle aree iniziò a essere sempre più difficoltosa mentre i debiti con le banche aumentavano a dismisura. Nel 2010 Sapro fallì, schiacciata dal peso di 110 milioni di euro di debiti. I vertici di Sapro furono processati in sede penale per le accuse di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. In primo grado, il 4 maggio 2018, i giudici del tribunale di Forlì avevano condannato sei imputati: l’ex direttore generale Bruno Lama a tre anni e mezzo di reclusione; l’ex presidente Vittorio Croci e gli ex consiglieri d’amministrazione Luigi Barilari, Giuseppe Corzani, Gabriele Borghetti e Romeo Zanzani a due anni con la sospensione condizionale della pena. Ma in secondo grado, il 30 novembre 2020, ci fu l’assoluzione per tutti, anche se alcuni reati vennero dichiarati prescritti. La procura generale presso la corte d’appello di Bologna fece ricorso alla corte di cassazione contro l’assoluzione di tutti gli imputati nel processo di secondo grado, e il processo presso la quinta sezione della suprema corte è stato fissato per giovedì 19 maggio. Probabilmente non ci sarà un’udienza in presenza, ma i giudici romani decideranno in base alle memorie presentate dalle parti. Gli avvocati che difendono gli imputati ovviamente chiedono la conferma della sentenza di assoluzione pronunciata in secondo grado, magari con la modifica della prescrizione in assoluzione piena. La procura generale presso la corte di cassazione, rappresentata dal sostituto procuratore Nicola ...

© Riproduzione riservata

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