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22 apr 2022

"Irst e Ausl insieme. Era il sogno di Amadori"

Ieri a Meldola c’erano anche Regione e Università di Bologna: "Malati e cittadini ci chiedono di raccogliere questa impegnativa eredità"

L’oncologo Dino Amadori aveva fondato l’Irst di Meldola. È scomparso nel 2020
L’oncologo Dino Amadori aveva fondato l’Irst di Meldola. È scomparso nel 2020
L’oncologo Dino Amadori aveva fondato l’Irst di Meldola. È scomparso nel 2020

Una rete territoriale capace di farsi carico dell’intero percorso diagnostico-assistenziale del malato onco-ematologico e di ambire al riconoscimento europeo di istituzione di ricerca. L’ultimo progetto del professor Dino Amadori (morto il 23 febbraio 2020), quello di un network dedicato ai tumori che sappia comprendere le strutture e le competenze sia dell’Ausl Romagna sia dell’Irst-Irccs, diventa sempre più concreto.

Del Comprehensive Cancer Care (& Research) Network si è discusso ieri nel convegno organizzato al teatro Dragoni di Meldola. "Si dice che nessuno sia profeta in patria. Dino Amadori è un’eccezione – ha detto il presidente dell’Irst, Renato Balduzzi –. Perché? Perché è stato anzitutto un uomo di pace, un uomo generoso sempre vicino a tutti i pazienti indistintamente, per il radicamento in questo territorio, per la capacità di andare oltre le differenti professioni e posizioni, la nozione di rete oncologica che lui seppe innovare mettendo insieme ricerca, assistenza, sanità pubblica, apporto del privato sociale e volontariato".

Anche il rettore dell’Università di Bologna, Giovanni Molari, ha benedetto il progetto: "Il rafforzamento del rapporto tra ricerca e clinica, il più importante fattore capace di garantire il massimo beneficio per i malati, è un obiettivo che l’Università di Bologna fa proprio e sono numerose le azioni messe in campo per perseguirlo. Tra queste, ci sono il consolidamento dei corsi di Medicina in Romagna, la promozione della ricerca biomedica e traslazionale. Servono scelte coraggiose e soluzioni che rendono stabili le collaborazioni tra gli istituti di ricerca Irccs e l’Università: in tal direzione l’Alma Mater è pronta a fare la propria parte".

L’assessore regionale alla sanità Raffaele Donini ha chiarito che la Regione non intende sottrarsi ai suoi impegni. Questo è il miglior modo per onorare quella che l’assessore ha definito "un’eredità bellissima e pesantissima, quella del prof. Dino Amadori". La Regione e le istituzioni dunque accompagneranno "lo sviluppo delle reti che qui in Romagna, tra Ausl Romagna e Irst, sono state attivate prima che la Regione arrivasse ad adottare una specifica delibera, che faremo entro l’estate".

La futura rete oncologica "deve unire tutte le strutture dell’Emilia-Romagna. L’obiettivo è quello di un forte coordinamento tra le aziende sanitarie e ospedaliere, gli Irccs e garantire un approccio multidisciplinare, il più possibile di prossimità".

Il direttore generale dell’Ausl Romagna, Tiziano Carradori, ha ricordato come sia già stata approvata la costituzione del Comprehensive Cancer Care, "come obiettivo condiviso da oltre 70 comuni" e il programma oncologico "che mette in rete tutte le risorse dell’Ausl Romagna e dell’Irccs. La burocrazia non ci aiuta, la strada non è in discesa ma è tracciata e ci chiama al massimo impegno". Amadori, parola di Giorgio Martelli (direttore generale Irst), "per me è stato un maestro di vita e di professione". Impegnativo l’intervento del direttore scientifico della struttura, Giovanni Martinelli: "Cureremo il cancro perché lo faremo insieme ai nostri colleghi dell’Ausl. Ce lo chiedono i malati e i cittadini. Non è una missione facile ma sapremo portarla a termine".

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