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19 lug 2022
19 lug 2022

Migliaia di bagnanti preferiscono il fiume

Boom di turisti scelgono le pozze del Bidente per trascorrere il weekend, ma attenzione alle regole da rispettare per pulizia e sicurezza

19 lug 2022
Turisti e locali in una delle molte pozze sul fiume Bidente
Turisti e locali in una delle molte pozze sul fiume Bidente
Turisti e locali in una delle molte pozze sul fiume Bidente
Turisti e locali in una delle molte pozze sul fiume Bidente
Turisti e locali in una delle molte pozze sul fiume Bidente
Turisti e locali in una delle molte pozze sul fiume Bidente

di Oscar Bandini

Il modo più efficace per sconfiggere la calura delle città è quello di immergersi nelle acque limpide e toniche del fiume Bidente e dei suoi affluenti, ma non va mai dimenticato che per farlo servono prudenza, rispetto e controlli.

Quest’anno le pozze del ‘Flumen Aquaeductus’ dei Romani sono tornate a popolarsi in anticipo rispetto al solito dagli amanti della balneazione fluviale che raggiungono gli angoli più conosciuti come quelle più appartati. Infatti il Bidente riserva sorprese ed ambienti naturali quasi incontaminati dove la purezza delle acque si mescola con la vegetazione e i paesaggi di sassi e rocce ricamati dall’incessante fluire delle acque che scendono dalle falde dell’appennino tosco – romagnolo.

Molto apprezzate le acque del Bidente di Pietrapazza, partendo dalle pozze sotto la chiesa di Pietrapazza per poi scendere allo storico Mulino delle Cortine, al Ponte del Faggio e a Cà Veroli. Così come più a valle le pozze del Poggetto e quella dello storico e antesignano agriturismo Mulino di Culmolle. Non possiamo dimenticare di segnalare nel Bidente delle Celle vicino a Corniolo la pozza della Casetta e, nel ramo di Corniolo, i Greppi e a scendere il rinomato Zerbale, Piombrino, il tratto da Cabelli a Metulle. Ed ancora la Verdia, la Gorga delle Bisce, i Bolzani e tutti gli specchi d’acqua fiancheggiati dal percorso del parco fluviale fino al centro di Santa Sofia, soprattutto alla Brusatopa e alla Colonia, frequentato in tutte le stagioni, ma soprattutto d’estate, quando le famiglie, i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze dei centri estivi, degli scout e delle parrocchie riescono a vincere la calura del giorno tra bagni, merende al fiume e giochi. All’appello non può mancare la citazione per un luogo molto bello che si trova nella valle del Borello e cioè la cascata di Civorio in Comune di Civitella scoperto ormai da alcuni anni da tanti appassionati che si rinfrescano nelle sue acque.

Quello che è certo che da Santa Sofia in direzione sud arrivano soprattutto nei fine settimana ma non solo da Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini, ma anche da Bologna e Ferrara, in moto, in auto o in camper. Nelle belle giornate parliamo di migliaia di appassionati del fiume che rifuggono il caos della costa romagnola per godersi la frescura delle acque e dei boschi bidentini che hanno avuto occasione di scoprire magari nelle altre stagioni dell’anno, forse durante un’escursione nel Parco nazionale o attraverso riviste blasonate di tiratura nazionale e internazionale.

Le avvertenze per godersi in tranquillità il fiume sono quelle di fare attenzione ai tuffi perché il corso del fiume cambia continuamente e non si può fare affidamento sull’esperienza maturata, magari, nelle visite precedenti. Poi bisogna aver cura di non accendere fuochi, di non inquinare le acque con shampoo e saponi, di non danneggiare l’ambiente naturale e, soprattutto, di non abbandonare i rifiuti e di raccogliere le feci degli animali al seguito per non rischiare di incorrere in multe salate. Non a caso diversi appassionati della balneazione fluviale, sui social chiedono da anni controlli delle forze dell’ordine nei fine settimana, in modo da avere garanzia di un ambiente più sicuro e più pulito, ma per ora nulla sembra essersi mosso in questo senso.

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