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1 giu 2022

"Tigers, ora ripartiamo dai ragazzi del territorio"

Il ds Gabriele Foschi: "Non è andato tutto male, ma le nostre aspettative erano altre"

1 giu 2022
Gabriele Foschi elogia entrambi gli allenatori: «Coach Tassinari non ha più colpe di altri, ma dovevamo dare la scossa. Patrizio ha avuto fegato e determinazione»
Gabriele Foschi elogia entrambi gli allenatori: «Coach Tassinari non ha più colpe di altri, ma dovevamo dare la scossa. Patrizio ha avuto fegato e determinazione»
Gabriele Foschi elogia entrambi gli allenatori: «Coach Tassinari non ha più colpe di altri, ma dovevamo dare la scossa. Patrizio ha avuto fegato e determinazione»
Gabriele Foschi elogia entrambi gli allenatori: «Coach Tassinari non ha più colpe di altri, ma dovevamo dare la scossa. Patrizio ha avuto fegato e determinazione»
Gabriele Foschi elogia entrambi gli allenatori: «Coach Tassinari non ha più colpe di altri, ma dovevamo dare la scossa. Patrizio ha avuto fegato e determinazione»
Gabriele Foschi elogia entrambi gli allenatori: «Coach Tassinari non ha più colpe di altri, ma dovevamo dare la scossa. Patrizio ha avuto fegato e determinazione»

Gabriele Foschi, direttore sportivo dei Tigers Cesena, la stagione è finita. Bene, ma che fatica…

"Non posso dire che il bilancio sia stato positivo, altrimenti saremmo qui a parlare di altro. Questa squadra non era certo stata costruita per vincere il torneo, ma per restare nella parte medio alta della classifica e invece non è stato così".

Cosa non è andato per il verso giusto?

"In ogni stagione ci sono mille variabili che possono influenzare tutto, diciamo che nel nostro caso siamo arrivati a mille e uno… Detto questo non si può nemmeno dire che sia andato tutto male, perché abbiamo affrontato i playout senza essere preparati a un finale del genere e ce la siamo cavata bene. Dopo la prima bruciante sconfitta al Carisport, abbiamo reagito e ne abbiamo vinte tre di fila, due delle quali in trasferta a Montegranaro. Non banale".

Il punto di svolta della stagione è stata la partenza di Genovese, un veterano che doveva essere leader della squadra e che non è stato sostituito.

"Genovese, ala forte tiratrice, nei progetti iniziali doveva essere una pedina fondamentale nel nostro scacchiere, una di quelle che fanno la differenza. I fatti dicono che le cose sono andate diversamente e dunque siamo arrivati alla cessione. Con l’idea di un’immediata sostituzione".

Si era parlato di Giovanni Carenza, sfumato al fotofinish.

"La società si era mostrata disponibile a sostenere uno sforzo economico importante, ma nelle battute finali, quando tutto pareva concluso, la trattativa si è rotta. Peccato".

E a quel punto non è arrivato nessuno.

"Non si può firmare un contratto con qualcuno tanto per fare. Serviva un atleta con determinate caratteristiche, che altri non avevano. Dunque siamo andati avanti col roster che avevamo, adattando Bugatti e Anumba. Entrambi sono cresciuti tanto. Così come, in questo caso nel ruolo di esterno, Moretti".

Sotto canestro non avete raccolto quello che speravate.

"Inutile stare qui a recriminare, citando scuse o giustificazioni. Sì, Nwokoye si è ‘spento’ nella seconda parte della stagione, mentre la crescita di Ndour, che c’è stata e di questo il merito va riconosciuto a coach Tassinari, non è stata abbastanza per reggere il ruolo da titolare in B".

Tassinari, appunto. Che dice dell’esonero?

"La solita frase, che ormai sanno i muri: quando le cose non vanno, paga uno, l’allenatore. Tassinari non ha più responsabilità di altri e, anzi, stiamo parlando di un allenatore molto valido. Semplicemente, bisognava dare una scossa".

L’ha data coach Vincenzo Patrizio.

"È arrivato con una fortissima determinazione e ha centrato un obiettivo che stava diventando tremendamente complicato. A due giornate dai playout e con una serie aperta di sconfitte, ha avuto fegato. E i fatti gli hanno dato ragione".

E ora?

"Si riparte, con gli occhi sui giovani soprattutto del nostro territorio. Sono già al lavoro. Conto che si torni a divertirsi".

Luca Ravaglia

© Riproduzione riservata

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