di Fabio Gavelli "L’Hotel della Città dovrà diventare un collegio d’eccellenza, che riunisca gli studenti migliori di tutte le facoltà. Il Comune, assieme ad altri partner, è disposto a rilevarlo". Valerio Melandri, assessore alla Cultura, rilancia l’idea che comunicò al Carlino il giugno scorso, sul futuro dell’albergo progettato da Gio Ponti e chiuso da sei anni. Mercoledì se n’è riparlato in occasione della cerimonia ufficiale d’inaugurazione del corso di laurea in Medicina, con l’adesione della Fondazione Cassa dei Risparmi e dell’Università di Bologna....

di Fabio Gavelli

"L’Hotel della Città dovrà diventare un collegio d’eccellenza, che riunisca gli studenti migliori di tutte le facoltà. Il Comune, assieme ad altri partner, è disposto a rilevarlo". Valerio Melandri, assessore alla Cultura, rilancia l’idea che comunicò al Carlino il giugno scorso, sul futuro dell’albergo progettato da Gio Ponti e chiuso da sei anni. Mercoledì se n’è riparlato in occasione della cerimonia ufficiale d’inaugurazione del corso di laurea in Medicina, con l’adesione della Fondazione Cassa dei Risparmi e dell’Università di Bologna.

Melandri, cos’è in concreto un collegio superiore?

"Si tratta di istituti dove soggiorna il top degli studenti delle varie facoltà, dagli ingegneri agli economisti, e così via, meritevoli di borse di studio. Nell’Hotel penso potrebbero trovar posto anche ragazzi stranieri in Erasmus e docenti".

Qual è la finalità?

"Creare una sorta di ’cenacolo socratico’, dove ci si scambiano conoscenze ed esperienze trasversali e che ospita alcune attività supplementari agli studi. Un esempio: alla conferenza di filosofia assisterebbe anche chi frequenta i corsi scientifici. A Bologna ce n’è uno, in via Marsala, a Pavia hanno il Ghisleri. Per capirsi: non sono affatto dei dormitori".

L’Hotel della Città è di proprietà della Fondazione Garzanti: come realizzare questa idea?

"Il Comune esprime tre dei cinque membri della Fondazione, dunque è evidente che ne detta in qualche modo l’indirizzo politico".

Il presidente della Fondazione, Andrea Babbi, ha detto al Carlino che l’acquisto e la ristrutturazione dell’immobile costerebbero dai 4 ai 5 milioni. Chi li mette?

"I soldi non sono un problema. Il Comune è disposto a valutare il reperimento dei fondi per comprarlo e rimetterlo a posto, assieme ad alcuni partner istituzionali, come abbiamo sentito il giorno dell’inaugurazione di Medicina".

La Fondazione Cassa dei Risparmi e l’Università, tramite il rettore Ubertini, si sono dette disponibili a contribuire. A questo punto cosa manca?

"Sono contento che anche la Fondazione sia propensa a convergere sull’idea ipotizzata fin da subito dal Comune. Il problema vero è che si concluda, mi auguro al più presto e nel migliore dei modi, la vertenza giudiziaria, giunta in appello, fra la Fondazione Garzanti e l’ultima gestione dell’albergo".

Ammettiamo di essere all’indomani di tale passaggio: cosa succederà?

"L’acquisto e il recupero definitivo dell’Hotel della Città sarebbero un investimento straordinariamente importante per Forlì. Ricordo che l’Università è una comunità di giovani che sta assieme a una comunità di adulti. Occorre far funzionare al meglio questa osmosi".

A questa operazione potrebbero intervenire anche soggetti privati?

"Certamente, anzi me lo aspetto. Come è accaduto per il corso di Medicina a Forlì, credo sia facile che alcuni filantropi possano contribuire al progetto".