La preoccupazione? Che la miscela ’letale’ tra virus e influenza produca "un aumento di accessi al pronto soccorso" oltre che "complicare la diagnosi, visto che la sintomatologia respiratoria soprattutto in età adulta è sovrapponibile sia per la Covid che per l’influenza". Questo il ragionamento del direttore sanitario dell’Ausl Romagna, Mattia Altini, commentando il rapporto dell’azienda, relativo alla settimana 4- 10 ottobre. Nella settimana di riferimento in Romagna si sono registrate 577 positività (2,4%) su un totale di 26.259 tamponi, con un calo dei nuovi casi in termini assoluti (-52), ma con un andamento diverso a seconda dei territori....

La preoccupazione? Che la miscela ’letale’ tra virus e influenza produca "un aumento di accessi al pronto soccorso" oltre che "complicare la diagnosi, visto che la sintomatologia respiratoria soprattutto in età adulta è sovrapponibile sia per la Covid che per l’influenza". Questo il ragionamento del direttore sanitario dell’Ausl Romagna, Mattia Altini, commentando il rapporto dell’azienda, relativo alla settimana 4- 10 ottobre.

Nella settimana di riferimento in Romagna si sono registrate 577 positività (2,4%) su un totale di 26.259 tamponi, con un calo dei nuovi casi in termini assoluti (-52), ma con un andamento diverso a seconda dei territori. Tutte le positività sono dovute alla variante Delta. Forlì e comprensorio è l’area che presenta i numeri migliori, visto che i contagi sono scesi da 157 della settimana precedente ai 76 del periodo 4-10 ottobre (-81). Bene anche Cesena, passata da 77 a 55 (-22), mentre altrove la situazione è diversa. C’è un leggero aumento nel Riminese, da 137 a 144 contagi (+4), ma c’è in particolare il balzo in avanti del Ravennate, da 251 a 309 positivi (+58). In settimana nel nostro territorio c’è stato un solo decesso; non ci sono poi classi in quarantena. Siamo gli unici a far registrare il numero ’zero’ in questa casistica, perché a Cesena le classi in quarantena sono due, otto a Rimini, dodici nel Ravennate.

Sono comunque quattordici complessivamente gli studenti trovati positivi dopo essere stati sottoposti a tampone. Tre sono quelli nella fascia d’età 0 - 3 anni (7,1% il tasso di positività, la percentuale più elevata considerando tutte le fasce); 2 tra i 3 - 5 anni; 3 tra i 6 - 10 anni; 4 tra gli 11 - 13enni; 2 tra i 14 - 18enni. Per quanto riguarda la percentuale di coloro che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino o una dose unica il Forlivese si attesta all’83%, la performance migliore in Romagna, prima di Cesena e Ravenna con l’82% (ultima Rimini col 75%). In leggera crescita, dal 69 al 70%, la percentuale di dei vaccinati tra i 12 e i 19enni (ci precede la sola Ravenna col 71%).

Forlì resta al primo posto anche se andiamo a leggere la parte relativa a chi ha completato il ciclo vaccinale con l’80% (seconda Ravenna col 79%). Il maggior numero di dosi somministrate è Pfizer, quasi 1,2 milioni, poi AstraZeneca con 238.210. Un dato poco incoraggiante riguarda il personale dell’Ausl sospeso perché non vaccinato, che passa da 166 unità a 178. I dirigenti non vaccinati restano 12 se confrontiamo le due settimane, aumentano da 138 a 146 coloro che lavorano in altri settori dell’azienda sanitaria, così come chi lo fa in convenzione con l’azienda (da 16 a 20). Per tutte le categorie, precisa l’Ausl, si tratta di una percentuale inferiore all1% sul totale dei lavoratori: un numero che consola fino a un certo punto.

"La campagna di somministrazione della terza dose è già partita per le fasce più deboli e a fine mese partirà anche la somministrazione del vaccino contro l’influenza – chiude Altini –. A breve usciremo con le informazioni anche sulla campagna antinfluenzale, ribadiamo l’importanza che i cittadini ai quali è raccomandata la vaccinazione anti-influenzale aderiscano. Pertanto ritengo che la vaccinazione dovrà diventare una consuetudine per i prossimi anni, in attesa di sradicare il virus".