La curva dei contagi da Coronavirus torna a salire e ricompaiono, così, anche problemi che si sperava di non dover più affrontare, così come i reparti Covid all’interno delle case di assistenza agli anziani. Rispetto alla prima o seconda ondata, la situazione sembra essere, al momento, sotto controllo. Tuttavia, dopo il focolaio in una casa famiglia per anziani (9 ospiti, tutti positivi, trasfertiti nel reparto Covid allestito per tutto il Forlivese ai Girasoli di Predappio), si aggiungono altri 8 contagiati alla residenza ‘Al Parco’ di Vecchiazzano e altrettanti alla San...

La curva dei contagi da Coronavirus torna a salire e ricompaiono, così, anche problemi che si sperava di non dover più affrontare, così come i reparti Covid all’interno delle case di assistenza agli anziani. Rispetto alla prima o seconda ondata, la situazione sembra essere, al momento, sotto controllo. Tuttavia, dopo il focolaio in una casa famiglia per anziani (9 ospiti, tutti positivi, trasfertiti nel reparto Covid allestito per tutto il Forlivese ai Girasoli di Predappio), si aggiungono altri 8 contagiati alla residenza ‘Al Parco’ di Vecchiazzano e altrettanti alla San Vincenzo de Paoli di Santa Sofia: una di queste è ricoverata per complicanze all’ospedale Pierantoni-Morgagni di Forlì. In tutto, 25 casi in pochi giorni.

Il ‘Parco’ è una delle maggiori strutture di Forlì con un centinaio di ospiti e altrettanti operatori: di concerto con l’Ausl Romagna, si è deciso di realizzare un reparto Covid all’interno della struttura stessa, isolato dal resto degli ospiti e con personale dedicato. "Il nucleo covid, questo il nome giusto – spiega Claudia Scalini, coordinatrice generale di struttura – ha una capienza di 15-18 posti. Per ora trovano sistemazione i nostri ospiti, ma, d’accordo con l’Ausl potranno essere trasferiti qui anche altri positivi per cui non si riesca a trovare altra sistemazione". Già ieri sono arrivati i primi anziani provenienti da altre strutture, nello specifico i 7 contagiati di Santa Sofia.

Come sono emersi gli otto positivi del ‘Parco’? "Noi effettuiamo ogni mese uno screening di tamponi e ogni volta che riscontriamo qualche linea di febbre, anche sotto i 37,5, o altri sintomi. In questo caso abbiamo riscontrato alcuni lievi sintomi influenzali ed eseguito i relativi tamponi, trovando così le positività. Sono stati tutti già visitati dai medici dell’Ausl, che hanno riscontrato una lieve sintomatologia. Nessuno necessita di ricovero in ospedale, né tantomeno di aiuto alla respirazione". A parte l’anziana santasofiese ricoverata, anche gli altri 7 arrivati dalla valle del Bidente "sono in buone condizioni di salute, un paio di loro hanno qualche linea di febbre", spiega il sindaco di Santa Sofia Daniele Valbonesi.

Gli ospiti contagiati al ‘Parco’ erano in attesa di ricevere la terza dose, mentre una di loro doveva ancora effettuare la prima. "Come da protocollo – riprende la coordinatrice Claudia Scalini –, stavamo aspettando il passare dei sei mesi per poter accedere alla terza dose, mentre era stato completato il ciclo vaccinale per tutti, tranne che per una signora per cui era comunque stato richiesto il primo appuntamento". In supporto del personale interno della casa di riposo arriveranno specialisti dell’Ausl che opereranno esclusivamente nel nucleo Covid appena realizzato. A Santa Sofia, invece, spiega il sindaco Valbonesi, "tutti e 8 i positivi avevano effettuato la cosiddetta ’dose booster’ negli ultimi dieci giorni".

Matteo Bondi