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1 giu 2022

Festa della Repubblica (fondata sul lavoro) Babbi: "La medaglia? Riceverla è un onore"

Il proprietario dell’omonima azienda leader da oltre 70 anni nel settore dolciario, ritirerà il riconoscimento dal Comune di Bertinoro. Alla Babbi, oggi gestita da figli e nipoti, lavorano 190 persone: "Gli ordini aumentavano e abbiamo avuto necessità di assumere"

1 giu 2022
L’azienda ha da poco lanciato il gusto di gelato al waferino romagnolo (Ravaglia)
L’azienda ha da poco lanciato il gusto di gelato al waferino romagnolo (Ravaglia)
L’azienda ha da poco lanciato il gusto di gelato al waferino romagnolo (Ravaglia)
L’azienda ha da poco lanciato il gusto di gelato al waferino romagnolo (Ravaglia)
L’azienda ha da poco lanciato il gusto di gelato al waferino romagnolo (Ravaglia)
L’azienda ha da poco lanciato il gusto di gelato al waferino romagnolo (Ravaglia)

In occasione delle celebrazioni per la Festa della Repubblica il Comune di Bertinoro consegnerà a Giulio Babbi, fondatore 70 anni fa, insieme al padre Attilio, dell’omonima azienda che ha ora sede a Panighina, la ‘Medaglia di Bertinoro per la Repubblica’.

Giulio Babbi, un’onorificenza a lei, ma anche a tutta la sua famiglia che ha sempre gestito un’azienda leader nel settore dolciario, come si sente?

"Mi sono emozionato quando ho saputo che mi avrebbero consegnato la Medaglia. Sono orgoglioso di quanto siamo riusciti a fare in tutti questi oltre 70 anni".

Festeggiate i 70 anni proprio nel 2022?

"Sì, la ditta vera e propria di produzione l’abbiamo fondata nel 1952, ma con mio padre Attilio, quella che poi sarebbe diventata mia moglie e un altro ragazzo, iniziammo a lavorare già nel 1945, subito dopo la fine della guerra. Mio padre aveva una ditta di commercializzazione dei coni gelato già prima della guerra, la mantenne fino a che, nel 1952, non fondò l’azienda che porta il nostro nome".

Quali furono i vostri primi prodotti?

"I coni gelato da 20 e da 50 centesimi".

Iniziaste in quattro, adesso quanti siete?

"In azienda attualmente lavorano 190 persone, ne abbiamo assunte una decina nei mesi scorsi".

La famiglia Babbi è di Cesena e nel capoluogo avete iniziato l’attività, da quando vi siete trasferiti a Bertinoro?

"Nel 1990. Avevamo trenta dipendenti e ci serviva una sede più grande. A Cesena non fu possibile, Bertinoro invece ci accolse. In tutti questi anni le amministrazioni comunali sono sempre state attente alle esigenze delle aziende, non solo la nostra. Questo ci ha permesso di espanderci, come dicevo ora siamo 190, e continuare a tenere la sede produttiva a Bertinoro".

Adesso l’azienda è gestita dai suoi figli e dai nipoti: lei va ancora in sede ogni tanto?

"Tutti i giorni. Sono stati inseriti anche dei manager esterni alla famiglia, questo per avere sempre le persone giuste al posto giusto, ma io tutti i giorni un giro lo faccio".

Oltre ad assumere più persone sono in previsione degli investimenti anche sulla sede?

"Gli ordini stanno aumentando, per questo abbiamo avuto necessità di assumere, per lo stesso motivo abbiamo in previsione investimenti anche sulla sede".

Avete in previsione anche prodotti nuovi in concomitanza con il settantesimo?

"Abbiamo già lanciato il gusto di gelato al waferino romagnolo, che sta dando ottimi risultati, mentre a ottobre il nostro classico Viennese entrerà nel mercato anche al gusto di pistacchio".

Un mercato che non sembra conoscere crisi, come avete superato i due anni di pandemia?

"Il 2020 è stato disastroso per il mercato dolciario, ci sono stati mesi con perdite importanti. Noi, alla fine dell’anno, abbiamo segnato un -22% del fatturato. Anche il 2021 era partito con tanta incertezza, ma verso aprile il mercato si è ripreso fino a farci segnare il nostro record assoluto di vendite. Il 2022 è ancora in crescita, anche se le materie prime hanno raggiunto costi esorbitanti, per non parlare dei costi energetici. Noi già da tempo abbiamo convertito la produzione elettrica al fotovoltaico, ma siamo ancora dipendenti dal gas per i nostri forni".

Matteo Bondi

© Riproduzione riservata

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