Emanuele Croci
Emanuele Croci

Forlì, 24 febbraio 2019 - Annata disgraziata è dir poco. Il match con l'ultima della classe doveva essere quello della svolta: secondo cambio di allenatore, partita sulla carta favorevole. Ma il pallone, si sa, è rotondo. E il Castelfidardo dopo appena tre minuti è avanti con D'Ercole. Il Forlì prova a ribaltare l'inerzia della situazione, ma non riesce a incidere. Eppure le occasioni sono tante: Ambrosini ci prova in rovesciata, Baldinini di testa chiama Barbato al miracolo e Vesi è pericoloso di testa.

Ma se Graziani non stoppasse un contropiede lanciato velocissimo da Bellucci e costruito da D'Ercole, forse il bis ospite sarebbe arrivato prima. Invece il Forlì rimane vivo e anche nella seconda frazione l'assalto è veemente: Cenci, Graziani e Ambrosini ci provano poi, attorno al quarto d'ora della seconda frazione, una tripla carambola in area ospite regala un rigore al Forlì. Ambrosini però si fa ipnotizzare da un Barbato in giornata super. Il Forlì annusa il pareggio, ma Cascione di testa manda sulla traversa un angolo di Mazzotti. A segnare però è il Castelfidardo, con Calabrese che infila Mordenti sotto le gambe.

La rabbia dei tifosi esplode: 'Andate a lavorare', cantano sotto la tribuna. E chiamano Cappelli a parlare: 'Non si può andare avanti così', dicono. E Cappelli risponde per le rime: 'Non vi preoccupate, a fine anno troverete le chiavi dal Sindaco'. L'ennesimo scivolone in una stagione che doveva essere tutt'altro.