Un rendering che raffigura le pale eoliche nella zona dell’Appennino tosco-romagnolo in cui sorgeranno
Un rendering che raffigura le pale eoliche nella zona dell’Appennino tosco-romagnolo in cui sorgeranno
di Oscar Bandini Alla fine a poco più di due anni dalla presentazione del progetto, 350 richieste di integrazione da parte di 56 enti diversi, la Conferenza dei servizi della Regione Toscana ha dato il via libera al progetto di impianto eolico industriale Monte Giogo di Villore presentato dall’azienda veronese Agsm Aim SpA. Saranno così realizzati sul crinale mugellano dell’appennino tosco – romagnolo ben sette areogeneratori della potenza complessiva di circa 30 MW con un’altezza totale pari a quasi 170 metri. "Sono veramente soddisfatto del risultato raggiunto – commenta a caldo l’ingegnere Marco Giusti che ha curato il progetto anche nella sua veste di responsabile settore ingegneria e ricerca di Agsm Aim – . Dopo 18 ore di esame in un clima sereno e di interlocuzione con gli...

di Oscar Bandini

Alla fine a poco più di due anni dalla presentazione del progetto, 350 richieste di integrazione da parte di 56 enti diversi, la Conferenza dei servizi della Regione Toscana ha dato il via libera al progetto di impianto eolico industriale Monte Giogo di Villore presentato dall’azienda veronese Agsm Aim SpA. Saranno così realizzati sul crinale mugellano dell’appennino tosco – romagnolo ben sette areogeneratori della potenza complessiva di circa 30 MW con un’altezza totale pari a quasi 170 metri. "Sono veramente soddisfatto del risultato raggiunto – commenta a caldo l’ingegnere Marco Giusti che ha curato il progetto anche nella sua veste di responsabile settore ingegneria e ricerca di Agsm Aim – . Dopo 18 ore di esame in un clima sereno e di interlocuzione con gli enti veramente notevole, il progetto è stato approfondito in tutti i dettagli in maniera impegnata e nel dispositivo finale la Conferenza dei servizi ha dato il parere positivo alla valutazione di impatto ambientale (Via) con la richiesta alla Regione Toscana di rilascio della autorizzazione". Il vincitore è indubbiamente Marco Giusti che ha seguito passo dietro passo il complicato iter autorizzativo e che nei mesi scorsi era riuscito anche a promuovere direttamente la bontà del progetto in Tv su Report di Sigrfido Ranucci.

"Non possiamo più permetterci procedimenti così lunghi per far fronte ai cambiamenti climatici – continua – attraverso l’uso di fonti energetiche non fossili. Pensate che il progetto stampato pesa 60 kg e sono state effettuate ben cinque conferenze dei servizi della durata di 8 ore ciascuna. Il livello di professionalità dei tecnici dei vari enti è stato alto, anche se dobbiamo assolutamente semplificare se vogliamo vincere la sfida contro i cambiamenti climatici". I sette aerogeneratori sul crinale tosco – romagnolo produrranno 80 milioni di KHW all’anno e faranno risparmiare 40 mila tonnellate di CO2 "come quella che produce una famiglia media italiana in 10 mila anni".

La Soprintendenza di Firenze ha ribadito però il suo no per le modifiche al paesaggio, come prevede il Codice dei beni culturali del paesaggio, ma la delibera è passata a maggioranza degli ‘interessi prevalenti’. Soddisfazione anche dai vertici dell’azienda veronese perché "il progetto si inserisce nel nostro piano industriale che punta al 100% sulle energie rinnovabili. Un primo passo importante a favore della decarbonizzazione".

"Nel momento in cui ci sarà consegnata l’autorizzazione – conclude l’ingegnere Giusti – in 19 mesi realizzeremo l’opera. Se a fine febbraio ci daranno il via entro ottobre 2023 l’impianto potrà entrare in funzione". Va ricordato che il progetto è stato fortemente ostacolato perché impattante sotto vari aspetti non solo dai comitati civici dell’area mugellana, ma anche da Italia Nostra, Club Alpino Italiano, da M5S, Lega, ma soprattutto dalla Soprintendenza Toscana che per ben 4 volte aveva ribadito il suo no, dal Parco nazionale delle Foreste casentinesi monte Falterona e Campigna per gli aspetti naturalistici, oltre ai pareri negativi dei Comuni di San Godenzo, Marradi, Portico San Benedetto, delle Unioni dei Comuni della Romagna Forlivese preoccupata dell’impatto visivo, del Valdarno e della Val di Sieve per finire alla Soprintendenza per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Anche Vittorio Sgarbi si era poi scagliato, anche come delegato alla cultura dell’Anci nazionale, contro questo progetto in difesa del "paesaggio come bellezza assoluta perché deturpare il paesaggio è uccidere, assassinare il futuro alla schiena e non non ci può essere transizione ecologica senza rispetto della natura. Un progetto che prevede 7 torri alte 170 metri (come un grattacielo di 55 piani) a soli 4 chilometri dalla cascata dell’Acquacheta cantata da Dante e che saranno posizionate sui monti sopra Dicomano comune fiorentino del Mugello terra che ha dato i natali a Giotto, Andrea del Castagno e al Beato Angelico".