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16 apr 2022

Caccia al cinghiale, da oggi sì alla carabina

La collettiva sarà autorizzata in tre mesi consecutivi, quella di selezione in 5 giorni. Mammi: "Animale pericoloso per persone e attività"

oscar bandini
Cronaca
La caccia di selezione terminerà il 31 maggio (foto di repertorio)
La caccia di selezione terminerà il 31 maggio (foto di repertorio)
La caccia di selezione terminerà il 31 maggio (foto di repertorio)

di Oscar Bandini

Il pericolo della diffusione della peste suina africana ha messo fretta alla Regione Emilia-Romagna che ha autorizzato la caccia di selezione al cinghiale a partire da oggi e anche il Parco nazionale ha deliberato un piano di gestione 2022-25 per la riduzione degli squilibri ecologici provocati dal cinghiale che prevede anche l’abbattimento dell’animale con carabina. Partiamo dal calendario venatorio regionale approvato nei giorni scorsi (ma solo per la caccia al cinghiale) per la stagione 202223, dopo il via libera dalla commissione presieduta da Manuela Rontini, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi.

"Il calendario – ha precisato Mammi – regola la pratica della caccia in ambiti pubblici e privati. E’ in continuità con quello precedente. Abbiamo considerato anche le indicazioni dell’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra) che ha rilasciato parere favorevole". E ha aggiunto: "Il calendario andrà approfondito, ma per la parte del cinghiale occorre andare avanti. In alcuni distretti la presenza del cinghiale è forte e va oltre gli obiettivi del Piano faunistico venatorio. E lo dimostrano le richieste di risarcimento danni per le colture devastate e gli incidenti stradali. Il cinghiale è cresciuto negli ultimi anni e presenta un pericolo per l’incolumità delle persone e per le attività agricole che vedono un raccolto distrutto in una notte. E poi c’è il grande rischio della peste suina africana perché si può trasmettere ai suini e può danneggiare gli allevamenti".

Nello specifico per la caccia singola e collettiva non ci sono stravolgimenti rispetto al calendario precedente. La caccia di selezione avverrà in cinque giorni, quella collettiva (battuta, braccata e girata) sarà autorizzata in tre mesi consecutivi. Il termine della caccia di selezione è il 31 maggio e non più il 31 marzo, per dare continuità all’attività di selezione e per non avere interruzioni. Inoltre, sarà consentita la selezione tre ore prima di alba e tre ore dopo il tramonto, con la prescrizione di avere gli strumenti idonei (termici o infrarossi). In un articolato progetto, che ha avuto il via libera dall’Ispra, anche il Parco nazionale ha scelto la strada degli abbattimenti con carabina affidati a dei professionisti per evitare gli impatti negativi sulla biodiversità soprattutto in alcuni ecosistemi più sensibili come le praterie di altitudine e gli ambienti aperti.

In secondo luogo si legge nel piano l’aumento dei cinghiali provoca "conflitti con le attività agricole, che il semplice indennizzo dei danni non riesce più a contenere oltre alla necessità di fare fronte a situazioni puntuali di potenziale pericolo legate ad animali confidenti, soprattutto nel caso di frequentazione abituale delle pertinenze di insediamenti urbani". La popolazione di cinghiale all’interno dell’area protetta è in diminuzione, ma i dati riguardanti le catture dei cinghiali per il triennio 2018-20 con sistemi di trappolaggio risultano solo 121.

Così oltre all’utilizzo classico del trappolaggio con gabbie e chiusini con scatto automatico, il Parco nazionale ha approvato gli interventi di controllo con carabina munita di ottica di puntamento. "Le linee guida del Ministero della salute confermano – si legge nel dossier – che gli interventi di controllo con carabina munita di ottica di puntamento risultano caratterizzati dal miglior grado di selettività e da un disturbo assai limitato nei confronti della restante fauna. Inoltre rappresentano un mezzo di abbattimento in grado di ‘minimizzare le sofferenze’ degli animali ed evitare il trasporto dei cinghiali vivi ai centri di macellazione per contenere la diffusione della peste suina".

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