Anche a Forlì il taxi si fa smart. È infatti attivo un nuovo numero per le prenotazioni (0543. 19049) con un sistema che, oltre al tradizionale contatto telefonico, consente di utilizzare una piattaforma digitale per ‘chiamare’ una corsa. Al nuovo servizio aderiscono, per il momento, quattro tassisti. "Siamo tutti impegnati in città da diversi anni –...

Anche a Forlì il taxi si fa smart. È infatti attivo un nuovo numero per le prenotazioni (0543. 19049) con un sistema che, oltre al tradizionale contatto telefonico, consente di utilizzare una piattaforma digitale per ‘chiamare’ una corsa. Al nuovo servizio aderiscono, per il momento, quattro tassisti. "Siamo tutti impegnati in città da diversi anni – precisa Paolo Rossi, promotore dell’iniziativa (nella foto) – e ora vogliamo intercettare le esigenze dei clienti in modo nuovo e al passo con i tempi, abbandonando sistemi ormai obsoleti".

La piattaforma – Smart Taxi – assegna le prenotazioni attraverso l’utilizzo della tecnologia Gps. "Questo – ragiona Rossi – rende l’individuazione e l’ingaggio del tassista più veloci ed efficienti, consentendo di ridurre i tempi di attesa per il cliente. A rispondere è già chi di noi è assegnato alla corsa: vuol dire che l’utente non deve più ascoltare la voce automatica di una segreteria, ma può parlare direttamente con l’autista che andrà a prenderlo".

Non solo: la prenotazione può avvenire anche tramite la stessa applicazione Smart Taxi, scaricabile sullo smartphone. "In questo caso non occorre la telefonata e tutto avviene in totale privacy". Il sistema è già attivo in altre città dell’Emilia-Romagna – tra cui Modena – e "genera un duplice vantaggio: rende più snello il nostro lavoro, ma soprattutto velocizza i tempi per gli utenti".

La platea degli autisti smart potrebbe allargarsi in futuro. Intanto anche il settore ha fatto i conti con le difficoltà legate all’emergenza Covid-19. "Tra marzo e maggio – spiega Rossi – il nostro volume di lavoro è calato del 90%. Ora c’è una ripresa, ma manca ancora la clientela internazionale legata soprattutto all’attività delle grandi aziende del territorio".

Giuseppe Catapano