Quotidiano Nazionale logo
8 mag 2022

"Le mascherine? Si vendono come prima"

Lattuneddu, presidente di Federfarma: "Non abbiamo registrato un calo. Notato piuttosto un aumento dei positivi dopo Pasqua"

Resta la cautela in Romagna: i dati del contagio non sono ancora bassi e parecchi mantengono la mascherina
Resta la cautela in Romagna: i dati del contagio non sono ancora bassi e parecchi mantengono la mascherina
Resta la cautela in Romagna: i dati del contagio non sono ancora bassi e parecchi mantengono la mascherina

"No, non risultano cambiamenti significativi in termini di vendite". Così risponde il dottor Alberto Lattuneddu, titolare della farmacia Malpezzi e presidente di Federfarma Forlì-Cesena (nonché segretario regionale), quando gli si chiede se le nuove regole abbiano avuto un impatto sulla richiesta di questi dispositivi di protezione individuale. Va detto che, se consideriamo il mondo del lavoro, la situazione è a macchia di leopardo, con mascherine obbligatorie nel settore privato e facoltative nel pubblico. Per fare un esempio, in Comune a Forlì tocca ai dirigenti caldeggiare l’utilizzo, da parte dei colleghi, della mascherina sul luogo di lavoro. Non essendo previste sanzioni dalla circolare ministeriale, di fatto ognuno potrà agire come meglio crede.

Tornando al mondo delle farmacie (Federfarma associa quelle private nel nostro territorio), il dottor Lattuneddu dice di aver notato "una lieve flessione delle vendite nel periodo che ha preceduto la fine della fase di emergenza" lo scorso 31 marzo. I dispositivi di protezione individuale, però, si vendono ancora quanto prima. "Anche perché – aggiunge –, a scuola c’è ancora l’obbligo di utilizzarle fino a giugno". Una fetta di mascherine, insomma, finisce certamente a studenti e insegnanti. Ma come si comportano i clienti delle farmacie? "Qualcuno che non la utilizza c’è. Noi raccomandiamo comunque sempre, se non altro, di igienizzarsi le mani quando si entra". Tra i più attenti a rispettare le regole "ci sono gli anziani, che temono il contagio".

Il farmacista ha notato in questo periodo "un aumento dei contagi", specie dopo le vacanze pasquali. "Sì, ritengo che questo trend sia frutto di pranzi e cene trascorse con familiari e amici". Un dato, indicativo dell’andamento della situazione, è frutto dell’esperienza diretta di Lattuneddu. "Giovedì ho effettuato in farmacia 35 tamponi, trovando 10 positivi". Detto altrimenti: un cliente su tre è risultato positivo al Covid-19.

In questi mesi sempre più persone hanno utilizzato il test fai-da-te, con risultati spesso rivedibili. "Mi sono capitati diversi casi di persone che a casa hanno avuto un risultato di un certo tipo, e in farmacia l’opposto. A quel punto chiedo come hanno effettuato il test". Ciò che emerge è che non tutti sono precisi come richiederebbe la procedura. "La mia sensazione poi è che molti positivi non lo dichiarino". La protezione garantita dal vaccino e i minori effetti sulla salute hanno portato purtroppo a questo stato delle cose. "Diciamo che il senso civico e sanitario degli italiani è rivedibile. Non aggiungo altro per carità cristiana", prosegue il presidente di Federfarma.

Cosa ci riserva il futuro? "Potrebbe essere operativo in settembre-ottobre il vaccino - diciamo la quarta dose per chi non ha particolari patologie -, che ora stanno testando in Israele. Non ci sono informazioni certe, ma potrebbe avere una copertura annuale o quasi annuale".

l. b.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?