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6 mag 2022

Meldola, via San Giovanni: "È pericolosa"

Il gruppo consiliare Noi Meldolesi ha presentato 4 interrogazioni sullo stato dei lavori nel tratto iniziale: "Devono concludersi al più presto"

Un tratto di via San Giovanni danneggiato
Un tratto di via San Giovanni danneggiato
Un tratto di via San Giovanni danneggiato

Sono arrivate a quattro le interrogazioni presentate dal gruppo consiliare Noi Meldolesi sullo stato dei lavori di sistemazione del tratto iniziale di via San Giovanni, subito dopo piazza Saffi (l’ultima nel consiglio comunale di fine aprile). "Abbiamo rinnovato ancora una volta il nostro appello affinché l’amministrazione comunale si affretti a concludere al più presto i lavori stradali di messa in sicurezza sinora rimasti in sospeso, per un sinistro, c’è da notare, risalente al 2019 lavori già sollecitati diverse volte", dicono i componenti il gruppo consiliare di minoranza.

"Oltre al grave disagio per i cittadini che vi abitano e transitano e per la viabilità stessa la situazione è particolarmente pericolosa per chi transita verso monte e chi si inserisce dalla circonvallazione provenendo da ovest, il rischio di frontale è in agguato ed è stato evitato per un soffio da diverse persone che continuano a segnalarcelo". Effettivamente nel punto indicato la strada è stretta e non consente il passaggio di due veicoli alla normale velocità di transito. La risposta arrivata in consiglio è che il Comune sta cercando di risolvere la situazione (attraverso un accordo con l’azienda esecutrice), con la speranza di far ripartire i lavori entro la fine dell’anno. Il gruppo di minoranza ha presentato un’altra interrogazione, questa volta sulla chiesa dell’Istituzione ai servizi sociali Davide Drudi.

In questo caso viene richiesto "un immediato intervento riguardo l’utilizzo della cappella interna al complesso dell’Istituzione, che da quando è iniziata la pandemia viene usata come spogliatoio dal personale di servizio della residenza per anziani". Ai consiglieri Ermano Giunchi, Fabio Fabbri e Andrea Di Biase sono state fatte "tante richieste da parte di residenti e familiari affinché venga restituito agli ospiti , come alla comunità tutta, un ambiente importante sottratto alla religiosità, nonché luogo di socialità in senso più lato".

I tre si dicono "certi, viste le dimensioni e i diversi piani non utilizzati della struttura, che possano essere individuati altri ambienti e soluzioni per certo più consoni, al fine anche di aumentare le possibilità di visita e saluto agli ospiti interni in totale sicurezza". La risposta della giunta è stata, in sostanza, che nella chiesa della casa di riposo non vengono svolte funzioni a causa della pandemia. Parole che non hanno convinto Giunchi e soci, visto anche il miglioramento relativo alla situazione dei contagi.

l.b.

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