La presentazione della mostra fotografica Amati Bacciardi
La presentazione della mostra fotografica Amati Bacciardi

Pesaro, 20 luglio 2017 – “Il ROF fra storia e memoria” è il titolo della mostra che racconta trent’anni di immagini dello studio fotografico Amati Bacciardi.

“Fulvia e Silvano – sottolinea il sovrintendente del Rossini Opera Festival Giacomo Mariotti – sono approdati al ROF molto giovani, trenta anni fa, vincendo una borsa di studio. Da allora la collaborazione non si è mai interrotta e la sua qualità professionale è cresciuta, anno dopo anno, sempre all’interno della manifestazione, fino a raggiungere oggi anche una dimensione internazionale. I nostri due amici sono dunque parte integrante del ‘popolo del Rof’”.

Quello del duo Amati Bacciardi – secondo Mariotti – è uno sguardo carico di una componente emotiva e affettuosa al quale si aggiunge la memoria straniante degli eventi. “E’ una mostra che racconta 30 anni di emozioni – ribadisce Daniele Vimini, assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro che con Sistema Museo contribuisce alla realizzazione dell’iniziativa - grazie ad uno studio fotografico che è cresciuto insieme al festival, che racconta l’opera, lo spettacolo musicale per eccellenza, anche attraverso il backstage. Non si tratta solo di un lavoro documentale ma di un’espressione artistica che mostra punti di vista inediti, che possono sfuggire anche allo spettatore più attento”.

“Il nostro è un approccio privilegiato – precisa Fulvia Amati - perché ci è permesso di andare a raso palcoscenico piuttosto che stare solo in quinta. Ciò si realizza anche grazie ad un rapporto di fiducia con i cantanti e con gli altri protagonisti dello spettacolo”.

La mostra, che ha un’appendice presso Venturi Ottici (Via Cialdini) che sostiene l’iniziativa insieme all’Associazione Venturi Spazio all’Arte, si snoda attraverso quattro sale, che illustrano l’aspetto emozionale, con un omaggio ‘dinamico’ ad Alberto Zedda, e quello più didascalico con l’effetto sorpresa della grande immagine con le foto di gruppo di fine spettacolo: un centinaio di scatti che coinvolgono migliaia di persone, dal regista al direttore d’orchestra, dal divo ai tecnici.

“In questi anni abbiamo provato emozioni indicibili – spiega Silvano Bacciardi - difficili da raccontare con le foto per la complessità delle situazioni che abbiamo cercato di rendere anche attraverso immagini evocative, talora di non immediata leggibilità, in cui il tempo diventa spazio. L’obiettivo della mostra è quello di portare il visitatore direttamente sulla scena, di trasmettere attraverso immagini inedite, non documentaristiche, la nostra personale visione del Festival”.

Fino al 2 settembre, martedì – domenica 10 – 13 e 16 – 19, lunedì chiuso. Dal 10 al 22 agosto aperto tutti i giorni. Ingresso con Card Pesaro Cult, 3 euro.